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Un paese quasi perfetto

Un paese quasi perfetto

Nel piccolo borgo di Pietramezzana, nome di fantasia ottenuto dalla crasi dei nomi di due autentici gioielli delle Dolomiti lucane, Pietrapertosa e Castelmezzano, i 120 abitanti non ancora emigrati vivono del sussidio di disoccupazione. Un tempo ridente centro minerario, il paese fatica a rialzarsi dalla crisi economica e da un lavoro che non c’è. 

Trama

17/01/2017 – di Massimo Gaudioso. Con Fabio Volo, Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Miriam Leone. Commedia, durata 92 min. - Italia 2015

Nel piccolo borgo di Pietramezzana, nome di fantasia ottenuto dalla crasi dei nomi di due autentici gioielli delle Dolomiti lucane, Pietrapertosa e Castelmezzano, i 120 abitanti non ancora emigrati vivono del sussidio di disoccupazione. Un tempo ridente centro minerario, il paese fatica a rialzarsi dalla crisi economica e da un lavoro che non c’è. Una speranza è offerta dalla proposta di un’azienda del Nord di insediare una fabbrica nell’area. Ma per perfezionare l’accordo occorrono tre requisiti: la presenza stabile di un medico condotto, un numero di abitanti superiore ai 200 e una consistente somma di denaro per lo start up. L’autoproclamato sindaco Domenico (Silvio Orlando), il bancario Nicola (Carlo Buccirosso) e l’amico Michele (Nando Paone) decidono di crederci. Costretto a scontare un’infrazione, il chirurgo plastico Gianluca Terragni (Fabio Volo) arriva a Pietramezzana, come un secolo prima Carlo Levi approdò ad Aliano, e qualche anno fa il direttore delle poste brianzolo sbarcò a Castellabate: perplesso e deciso a tornarsene al più presto a casa. I paesani si inventeranno di tutto per convincerlo a restare. Improvvisandosi esperti di cricket e consumatori di sushi, la popolazione residente si moltiplicherà come i pesci e la banca diretta da Nicola (direttore e unico impiegato) si industrierà per garantire un prestito. La presenza della fascinosa e scontrosa barista (Miriam Leone) potrebbe compiere il miracolo. Basterà per avverare il sogno di una comunità, e riprendersi la dignità e l’orgoglio che solo il lavoro può offrire?

Remake del film franco-canadese “La grande seduzione”, “Un paese quasi perfetto” ripercorre la strategia cineturistica di “Benvenuti al Sud”, adottando un modello di favola sociale che contrappone la genuinità della vita semplice agreste alla frenesia e all’aridità della metropoli. Sceneggiatore di registi importanti come Matteo Garrone, Daniele Vicari e Carlo Verdone, e co-sceneggiatore dello stesso clamoroso successo di Luca Miniero, Massimo Gaudioso si affida a una formula collaudata per portare all’attenzione del pubblico un tema già affrontato nel suo film d’esordio a sei mani, “Il caricatore”: ossia le devastanti conseguenze sociali della perdita del lavoro. La ricetta sembra essere quella di nuovi investimenti e impianto di fabbriche, magari da parte di industriali del Nord. Un modello sperimentato con esiti discutibili in Campania e Basilicata, dopo il terremoto del 1980. La presenza in paese di una teleferica dismessa per il trasporto di materiali e di cave naturali negli ambienti dell’ex miniera suggeriranno una soluzione alternativa, vincente ed ecocompatibile, per realizzare la svolta. Attraverso una commedia che strizza l’occhio ai classici degli anni Cinquanta, Gaudioso parla del presente e delle strategie possibili per uscire dalla crisi.

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