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Tutto può accadere a Broadway

Tutto può accadere a Broadway

Come si evince dal titolo italiano, siamo a Broadway, il quartiere dei teatri di New York. Qui il famoso regista Arnold Albertson è in procinto di portare in scena la sua nuova commedia. Nel frattempo, però, spinto da un istinto tra il filantropico e il perverso, incontra giovani escort, devolvendo loro ingenti somme di denaro affinché cambino vita.

Trama

Tutto può accadere a Broadway Un film di Peter Bogdanovich. Con Jennifer Aniston, Owen Wilson, Imogen Poots. Commedia. Dur. 93 min. - USA 2014.

 

E se anziché dare noccioline agli scoiattoli, dessimo scoiattoli alle noccioline? Da questa surreale citazione cinefila, tratta non a caso da “Fra le tue braccia”, commedia del dopoguerra di Ernst Lubitsch, maestro della commedia sofisticata, prende le mosse l’irresistibile “She’s funny that way”, distribuito in Italia con il titolo “Tutto può accadere a Broadway”.

Tenuto nel cassetto per 15 anni, e finalmente realizzato grazie all’intervento di alcuni big della nuova Hollywood come Wes Anderson e Quentin Tarantino (presente in un cameo finale), il ritorno al cinema di Peter Bogdanovich, autore di indimenticabili film di culto come “L’ultimo spettacolo”, “Paper Moon”, “E tutti risero”, è un delizioso omaggio al cinema classico americano. Per la girandola vorticosa di situazioni, il ritmo frenetico, la giostra di equivoci e doppi sensi, siamo di fronte a un paradigmatico esempio di “screwball comedy”. Una sceneggiatura di ferro, dialoghi brillanti, attori che accettano la sfida del divertimento e della pochade, rendono il film una macchina cinematografica perfetta, per la gioia dei cinefili e degli spettatori tutti.

Come si evince dal titolo italiano, siamo a Broadway, il quartiere dei teatri di New York. Qui il famoso regista Arnold Albertson è in procinto di portare in scena la sua nuova commedia. Nel frattempo, però, spinto da un istinto tra il filantropico e il perverso, incontra giovani escort, devolvendo loro ingenti somme di denaro affinché cambino vita. Peccato che una di queste, Isabella, decida di utilizzare il denaro per fare l’attrice e si presenti il giorno successivo proprio ai provini indetti da Arnold! L’esilarante e rocambolesca sarabanda di eventi che ne consegue coinvolge la moglie di Arnold, lo sceneggiatore, l’attore principale, un giudice ex cliente di Isabelle, una stralunata analista, un investigatore privato. Tutti intrecciati e, nelle scene madri del ristorante, dell’hotel e del teatro, in scena contemporaneamente a rafforzare la natura teatrale dello script.

Bogdanovich, critico e cinefilo prima ancora che regista, si muove tra le nevrosi di Woody Allen e l’eleganza e la freschezza di Lubitsch, frullando nel suo divertissement farsa e ironia, citazioni colte e divertimento puro. Come in un perfetto congegno a orologeria le varie gag si susseguono ad un ritmo impressionante, legate dal racconto in flashback della protagonista, la svampita Isabelle, che ha coronato intanto il sogno di diventare una diva di Hollywood. Accolto dagli applausi scroscianti a Venezia, dove è stato presentato fuori concorso, “Tutto può accadere a Broadway” è anche un modello produttivo da tenere ad esempio. Girato in soli 30 giorni, in poche location, senza per questo cedere all’approssimazione, è un atto d’amore verso il cinema di tutti i tempi.