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Mamma o papà

Mamma o papà

Valeria e Nicola sono pronti a divorziare, d'accordo su tutto, e si preparano a comunicare la loro scelta ai tre figli: un adolescente no global, una pre-teen incollata allo smartphone e un piccolo nerd, tutti egualmente ostili nei confronti degli imbelli genitori.

Trama

23 MAGGIO 2017 – MAMMA O PAPA’ di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Marino. Genere Commedia - Italia, 2017, durata 98 minuti.

Una coppia di professionisti altoborghesi è in procinto di divorziare. E non c’è separazione che si rispetti senza rancori, ripicche e, soprattutto, accesi litigi sull’affidamento dei figli. Ma nel caso di Nicola e Valeria la rottura del matrimonio sembra essere gestita con invidiabile maturità e civiltà. Tutto viene stabilito consensualmente. E addirittura, quando al primo, di professione ginecologo, viene proposta una missione umanitaria in Mali, e la seconda, ingegnere edile in una grande impresa, riceve un’offerta di lavoro in Svezia, la situazione si ribalta completamente. Non solo non battagliano per la custodia della prole - tre piccole pesti, dall’adolescente Matteo al piccolo nerd Giulietto, passando per la telefonino-dipendente Viola - ma finiscono col fare di tutto per scaricare sull’altro coniuge la gestione e responsabilità dei figli. Con stratagemmi goffi e persino grotteschi, dal minacciare improbabili pranzi a base di cavolo al prospettare una serie di regole rigorose da rispettare. Inizia così una sorta di “Guerra dei Roses” al contrario, con conseguenze buffe e paradossali.

Remake italiano di una commedia francese di successo, “Mamma o papà?”, di Riccardo Milani, fotografa l’evoluzione della nostra società, con rapporti familiari sempre più improntati sull’individualismo. Una commedia dal taglio sociologico, caricata sulle spalle comiche dei due protagonisti, Antonio Albanese e Paola Cortellesi (moglie del regista nella vita reale). Ma l’alchimia della coppia è ulteriormente rinvigorita dagli interventi dell’irresistibile Carlo Buccirosso, nei panni del manager e datore di lavoro napoletano di Valeria.

Abituato a valorizzare gli ambienti in cui colloca le sue storie, Milani sale dall’Abruzzo dei suoi film precedenti (“Il posto dell’anima”, “Scusate se esisto”), alla ricca ed elegante Treviso. Uno scenario ideale per enfatizzare il contrasto tra la calma e l’ordine apparente del contesto e il trambusto dei sentimenti che deflagrano nei cuori dei protagonisti. Affidata al comportamento politicamente scorretto dei coniugi la miccia comica del film, Milani utilizza l’escalation di dispetti e sotterfugi per un crescendo di situazioni ilari. E come in tutte le opere del regista, non manca il retrogusto amaro e la critica pungente sulla degenerazione morale della società contemporanea: senza distinzioni tra adulti e bambini, già cinicamente avviati sulla strada dell’opportunismo.

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