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La ragazza del treno

La ragazza del treno

Rachel è una donna in grave crisi: divorziata, ancora innamorata del marito nonostante questi abbia una nuova famiglia, trova rifugio solo nell'alcol. Durante i suoi viaggi in treno per andare al lavoro osserva dal finestrino una coppia di giovani e comincia a immedesimarsi nella ragazza, Megan, bella e piena di vita. 

Trama

18 APRILE 2017 – La ragazza del treno di Tate Taylor. Con Emily Blunt, Haley Bennett. Thriller, durata 112 min. - USA 2016
 
Rachel Watson è una donna traumatizzata dal recente divorzio dal marito Tom. Spro-fondata nell’alcol, Rachel pedina l’ex consorte, che nel frattempo ha una nuova compa-gna, Anne, da cui ha avuto una bambina. Nel suo tragitto quotidiano in treno verso New York, Rachel osserva dal finestrino una coppia, Megan e Scott, vicini di casa di Tom e Anne, e agli occhi della donna il prototipo dell’amore perfetto. Quell’amore che a lei è stato negato. In realtà anche Megan è legata in qualche modo alla vita di Rachel, es-sendo la babysitter della figlia di Tom ed Anne. Tre donne unite da un destino comune, in una storia via via più misteriosa.
Tratto dall’omonimo best seller di Paula Hawkins, “La ragazza del treno” è un thriller psicologico che scava nella mente della protagonista, deformata dal dolore e dall’ango-scia di una felicità che sfugge dalle mani. In un tripudio di immagini sfocate, salti tem-porali, flashback e improvvise rivelazioni, il regista Tate Taylor, che in Italia è conosciuto per il film sul razzismo “The Help”, sfrutta fino in fondo le potenzialità di un linguaggio nervoso e contemporaneo, servendosi di un montaggio frammentato e di interpretazioni nevrotiche per caricare di suspense un complicato intrigo di sentimenti, passioni, inganni e tradimenti. Uno spaccato del lato oscuro dei rapporti familiari, l’altra faccia dell’amore quando l’iniziale attrazione comincia a deteriorarsi.
Discendente da una lunga tradizione di thriller che mescolano giallo, psicanalisi e famiglie disfunzionali, “La ragazza del treno” sposta l’azione, rispetto al libro di origine, da Londra a New York. Non tanto le zone centrali della città, quanto il suo hinterland, le zone periferiche dello stato, con i suoi boschi simbolici a rafforzare la metafora dello smarrimento esistenziale di Rachel, del suo tortuoso cammino sospeso tra redenzione e definitiva perdizione.
Un percorso in bilico, proprio come il film che strizza l’occhio contemporaneamente a prestigiosi modelli autoriali – in primis a Hitchcock e all’archetipica lezione sul voyeurismo de “La finestra sul cortile”, metafora dell’intera storia del cinema – e alle pellicole di cassetta che coinvolgono lo spettatore sollecitando gli istinti primordiali della curiosità e della paura. Un sofisticato congegno narrativo che esplora le debolezze della mente umana, senza rinunciare al piacere dello spettacolo. Premiato al botteghino da un successo planetario, “La ragazza del treno” lancia definitivamente la carriera della sua prota-gonista, Emily Blunt, attrice in ascesa già protagonista del kolossal Disney “Il cacciatore e la regina di ghiaccio”.
 
Giuseppe Borrone

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