Cineforum

La La Land

La La Land

Damien Chazelle ci aveva lasciato con uno scontro a due su un palcoscenico con in mezzo una batteria su cui grondavano copiose le gocce di sudore. Lo ritroviamo ora in un mondo (quello del musical) dove nessuno suda davvero e in cui tutto avviene con magica fluidità.

Trama

Ormai è certo. La strada verso l’Oscar passa attraverso l’attivazione dell’effetto nostalgia nel pubblico e negli addetti ai lavori, evocando riflessioni metalinguistiche sul cinema, le altre arti e l’epoca d’oro della Settima arte. Sarà anche una coincidenza, ma nell’ultimo decennio i registi che hanno messo le mani sull’ambita statuetta hanno omaggiato il cinema muto (“The Artist”) o quello vintage degli anni Settanta (“Argo”), il teatro mainstream di Broadway (“Birdman”) e gli anni gloriosi della radio (“Il discorso del re”). E per citare i nostri colori, che cosa hanno in comune gli ultimi quattro film italiani che hanno vinto l’Oscar per la miglior opera straniera? Vale a dire, “Mediterraneo”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “La vita è bella” e “La grande bellezza”.

Sono tutti ambientati in una precisa e identificabile fase storica del passato, oppure, come per il film di Sorrentino, alludono apertamente alla ‘Dolce vita’ felliniana degli anni ’60, alla Roma dei paparazzi e della volgare mondanità impressa nell’immaginario degli americani.Non sorprende dunque il clamoroso exploit di “La la land”, dichiarato atto d’amore nei confronti del musical, il genere per eccellenza del cinema classico hollywoodiano, forse insieme al western. Dopo il successo del precedente “Whiplash”, l’appena trentenne Damien Chazelle conferma la sua predilezione per il jazz, e la musica in generale. E’ un musicista da night club il protagonista Sebastian. E gironzola nel mondo dello spettacolo anche il suo alter ego femminile, Mia.

Per il momento lavora come barista in uno studio di Hollywood, ma la sua ambizione è di diventare attrice. Due giovani come tanti, pieni di sogni e illusioni, pronti ad affrontare la prova della maturità e tentare la scalata alla fama e al successo. Da un incontro casuale, scaturisce un flirt e poi una vera storia d’amore tra Sebastian e Mia. Ma non bisogna confondere la realtà con lo spettacolo. E quello che in un film troverebbe il suo ‘happy end’ incorporato, nella banale quotidianità può incontrare inciampi ed ostacoli.


Film di virtuosismi e dal luccicante sfarzo visivo, aperto da un piano sequenza da antologia di un ballo improvvisato in un ingorgo sulle highways di Los Angeles, “La la land” sfoggia una confezione formale impeccabile, due attori in ascesa come Ryan Gosling ed Emma Stone, un regista cool e una narrazione liquida, come da dettame dell’estetica postmoderna. Ingredienti ottimali per trascinare il pubblico con i suoi ritmi musicali, ipnotizzarlo con i colori pop sgargianti e le scenografie d’antan, emozionarlo con le vicissitudini sentimentali dei protagonisti. Ma la vita non è un musical, e il retrogusto malinconico che bilancia l’implicito ottimismo del genere serve a iniettare il vento della modernità nell’opera di Chazelle, destinata a diventare un cult. Nonostante l’Oscar per il miglior film sfuggito, quando ormai tutto il cast era già sul palco del Dolby Theatre a Los Angeles…

Giuseppe Borrone

Guarda il Trailer

Galleria immagini