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Famiglia all’improvviso ISTRUZIONI NON INCLUSE

Famiglia all’improvviso ISTRUZIONI NON INCLUSE

Un giovane vive in totale libertà la sua vita finchè un giorno riceve la visita di un'ex fidanzata che gli lascia in consegna una bambina: sua figlia.

Trama

La vita di Samuel, scapestrato viveur della costa meridionale francese, cambia radicalmente una mattina all’alba. Fuori allo yacht su cui ha trascorso un’allegra nottata di sesso si presenta Kristin, una ragazza inglese con cui Samuel ha vissuto la storia di una notte l’anno precedente. Tra le braccia regge una neonata, Gloria. Figlia di Samuel. La donna si allontana con un escamotage, lasciando la bambina a un attonito Samuel. Che in un istante si scopre genitore, con tutte le conseguenze e le responsabilità del caso. Trasferitosi a Londra, nella speranza di ritrovare Kristin, Samuel gradualmente si abitua al suo nuovo ruolo, affezionandosi a Gloria e crescendola insieme a un producer cinematografico incontrato nella capitale britannica. Il suo nuovo lavoro di stuntman lo rende, agli occhi della figlioletta, un eroe invincibile, un mito, che almeno parzialmente mitiga il dolore per l’assenza della madre. Passano gli anni, ma qualcosa è inevitabilmente destinato a succedere e a rivoluzionare l’equilibrio faticosamente raggiunto.

Remake del film messicano “Instructions not included”, di Eugenio Derbez, “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse” impianta nell’apparente trama da commedia leggera un sottotesto di delicata riflessione sul concetto di genitorialità, di legame biologico con i propri figli. Una tematica di attualità, anche alla luce del recente dibattito sulla cosiddetta stepchild adoption. Il francese Hugo Gélin dirige un film che, progressivamente, slitta dalla spensieratezza e dai toni allegri e colorati della parte iniziale, verso una matura e amara parabola sul rapporto tra genitori e figli, sul coraggio di assumersi le proprie responsabilità, sulle storture burocratiche che talvolta impediscono il pieno dispiegamento di relazioni affettive.

Con l’istrionico attore di “Quasi amici”, Omar Sy, nei panni del protagonista, il film di Gélin oscilla continuamente tra la commedia sentimentale e il melodramma di ambientazione familiare. Le numerose situazioni comiche – dai trucchetti di Samuel al termine dei suoi numeri da stuntman agli ammiccamenti di natura omosessuale del produttore dal cuore buono – non indeboliscono il versante serio del film. La straordinaria interprete di Gloria, divenuta una bambina di otto anni, riesce ad emozionare e commuovere. E la parabola di redenzione e maturazione del protagonista diventa un arco narrativo che ricomprende le esperienze e le vicissitudini di gran parte dell’umanità.                                                                                                                                      Giuseppe Borrone

 

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