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Assolo

Assolo

Flavia è una donna fragile e insicura. Ha due matrimoni alle spalle, due figli, un cane in prestito ed è sempre alla disperata ricerca del consenso e dell'affetto delle persone che la circondano. Incapace di separarsi emotivamente dai suoi ex mariti Gerardo e Willy, Flavia intesse rapporti amichevoli anche con le loro nuove compagne, Giusi e Ilaria. 

Trama

22 novembre 2016 Assolo di Laura Morante. Con Laura Morante, Piera Degli Esposti, Francesco Pannofino, Lambert Wilson, Marco Giallini. Commedia drammatica, durata 97 min. - Italia, Francia 2015

Flavia è una donna fragile e insicura. Ha due matrimoni alle spalle, due figli, un cane in prestito ed è sempre alla disperata ricerca del consenso e dell'affetto delle persone che la circondano. Incapace di separarsi emotivamente dai suoi ex mariti Gerardo e Willy, Flavia intesse rapporti amichevoli anche con le loro nuove compagne, Giusi e Ilaria. In questa famiglia allargata Flavia è però sempre sola, incapace di raggiungere qualsiasi obiettivo per lei davvero importante. Che sia la patente di guida o un corso di tango, nulla sembra andare per il verso giusto. Tra incidenti di percorso e sorprendenti scoperte, Flavia imparerà che nessuna donna è perfetta e che l'autostima e la libertà tanto inseguite erano proprio li, a portata di mano.

Il cinema come autoterapia. Sembra essere questa la spinta che muove Laura Morante nei suoi tentativi dietro la macchina da presa. Dopo il film d’esordio, “Ciliegine”, l’attrice toscana torna a dirigere se stessa in un’opera ampiamente autobiografica. Come recita il titolo, “Assolo”, la vita della protagonista Flavia è un percorso di solitudine e difficoltà, da affrontare contando soprattutto su se stessa. Ma la mancanza di autostima e l’insicurezza cronica le impediscono di trovare un punto di equilibrio. Due matrimoni falliti alle spalle, un senso di inferiorità costante rispetto alle altre donne, l’incapacità di scrollarsi di dosso le proprie fragilità emotive per instaurare una nuova relazione. Metafora di questa instabilità, i ripetuti e fallimentari tentativi di conseguire la patente auto e di mettersi così alla guida della propria esistenza.

Avendo come modello la commedia intellettuale e sofisticata newyorchese, alla Woody Allen, con le sue nevrosi e i fitti dialoghi, e il cinema esistenziale francese alla Rohmer o Truffaut, la brava attrice-regista italiana percorre una strada originale e insolita, alternativa sia al cinema più commerciale che ai cosiddetti prodotti d’autore. La difficoltà del rapporto di coppia, le tensioni con gli ex mariti non diventano però mai occasione di isterismi. Grazie al suo garbo innato e a una buona dose di autoironia, la Morante non rinuncia nemmeno per un istante all’eleganza di un racconto amaro ma mai sopra le righe. D’altronde, il soggetto del film è stato scritto a quattro mani proprio con l’ex coniuge della regista, Daniele Costantini. Per ragioni anagrafiche e generazionali, il cinema italiano dei prossimi anni vedrà aumentare il numero di storie che hanno come protagoniste delle cinquantenni, un ruolo tagliato su misura per splendide attrici come la Morante stessa, ma anche Margherita Buy o Sabrina Ferilli. In una ridefinizione dei rapporti tra i sessi e sulla propria identità che sta iniziando a fare proseliti anche tra i colleghi maschi, come dimostrano gli ultimi film di Kim Rossi Stuart (“Tommaso”) e a porre in questione l’eterosessualità delle relazioni (“Io e lei”, interpretato proprio dalla coppia Buy- Ferilli). 

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